giovedì 16 marzo 2017

Fatiche faticose

Il 27 febbraio, ultimo giorno qui dei suoceri, la piccoletta ha cominciato l'asilo nido, alla veneranda eta' di quasi 5 mesi. Sono cosi' abituata a questo sistema americano del cazzo che mi reputo gia' fortunata di averla potuta mandare cosi' "grande" e, nonostante fare i turni a gennaio ci avvia sdrenato, lo rifarei altre mille volte perche' ci ha permesso di tenerla a casa di piu'. 
Sono quindi 3 settimane che va al daycare e come da protocollo dopo soli 7 giorni era gia' ammalata! Prima e' iniziato il raffreddore...poi la congiuntivite...poi la febbre e adesso la tosse. 
Mesi fa il mio capo mi aveva raccontato che all'asilo dei dipendenti universitari dove lei aveva portato i suoi figli, medici e ricercatori erano visti come il fumo degli occhi, perche' non potendo permettersi di stare a casa con i figli malati arrivavano a mandarli a scuola anche con la febbre. Visto che la febbre e' una delle condizioni per cui ti chiamano per portarli a casa, questi genitori spesso davano tachipirina appena svegli e poi mettevano la tachipirina anche nel latte portato all'asilo, in modo che la temperatura rimanesse sempre bassa e non venissero mandati a casa dall'asilo. Ero rimasta davvero scandalizzata, mi sembrava una vera barbarie, egoista e triste per quei piccolini.
Adesso che ci sono dentro pure io pero' un po' lo capisco. 
Intendiamoci, non lo farei mai e continuo a non approvarlo, ma riesco a comprendere meglio la pressione che si avverte e che ti puo' portare a prendere decisioni estreme o comunque molto discutibili. 
Ad esempio, due sere fa come ho detto la piccola aveva la febbre a 38. Le ho dato subito la tachipirina e l'ho messa a letto...pregando che il giorno dopo non l'avesse piu', visto che sarebbe stato quasi impossibile per me o per il Tecnico restare a casa. Lui aveva in programma un grosso esperimento per cui erano gia' state ordinate due sacche di sangue, che certo  non potevano essere sprecate...e io avevo un colloquio via skype (di questo e dei patemi seguenti vi parlero' piu' avanti, quando mi saranno passati gli attachi di panico al solo pensiero) e dovevo terminare di preparare dei campioni che andavano consegnati tassativamente entro mezzogiorno, altrimenti si ritardava tutto di diverse settimane. 
Certo, se la bambina fosse stata molto male sarei rimasta a casa a qualunque costo, ma non e' normale sperare che se deve venirle la febbre e' meglio che succeda quando hai gia' finito in lab...o restare tutto il giorno al lavoro con il cuore pesante al pensiero che stara' tossendo o piangendo perche' fatica a respirare o che non le puliranno il moccio ogni 2 minuti come faccio io.
Stanotte abbiamo passato la notte in bianco, lei a tossire e io a verificare che non soffocasse...e stamattina il capo mi ha concesso di restare a casa a patto che lavorassi da qui. Se il pediatra mi dira' che e' tutto ok, domani tornera' all'asilo, anche se passeremo un'altra notte in bianco per la tosse...e lo so che fanno tutti cosi', ma non riesco a non sentirmi in colpa...

venerdì 10 febbraio 2017

Decisioni

Il nuovo clima politico degli Stati Uniti ci sta mettendo una certa ansia...che per me e' normale visto che tutto mi mette ansia, ma stavolta anche al solitamente imperturbabile Tecnico. 
Non solo ci preoccupa in generale il fatto che il Paese sia in mano a un pazzo senza remore ne' coscienza, con possibili nefaste conseguenze a livello mondiale...siamo abbastanza angosciati anche per la nostra situazione personale. 
Quest'anno scadono entrambi i nostri visti J1 e gia' stiamo avendo diverse rogne perche' il Tecnico avrebbe la famosa regola dei 2 anni da adempiere (cioe' dover restare in Italia per 2 anni prima di poter applicare per un visto diverso)...dovremmo riuscire a risolvere in tempi brevi, ma resta comunque il problema del giro di vite che l'attuale presidente vorrebbe dare al rilascio di nuovi visti. So che la sua intenzione non e' colpire noi post doc e neppure noi italiani in generale, ma la nostra paura e' che le nuove regole finiscano per il danneggiare inavvertitamente anche noi.  Alla luce di questi fatti, ci siamo convinti che convenga cominciare a pensare a qualche piano B (C e D e pure E) nel caso le cose non dovessero andare come vorremmo.
Il Tecnico si e' lanciato a capofitto in questa impresa e sta vagliando con la sua proverbiale precisione certosina possibili offerte di lavoro in Canada e in Europa. Il suo curriculum e la sua lettera di presentazione sono gia' praticamente pronte da giorni...io invece nicchio!
Ma come, direte voi? Sono anni che vi fracasso le palle ammorbo con la storia che ti pesa la distanza, che mi mancano famiglia e amici, che gli Usa erano solo un passaggio temporaneo in attesa di potersi riavvicinare il prima possibile, che il vero ostacolo era solo il Tecnico e il suo desiderio di rimanere qui, ecc ecc...e adesso che mi si prospetta la possibilita' di tornare in Europa, non sono piu' cosi' convinta???
Eh...che vi devo dire...un po' per natura sono una cuor-mai-contento per cui quando sono qui voglio essere la' e quando vado la' vorrei essere li' e quando sono li' vorrei essere qua...ma ci sono anche altre motivazioni.
Della prima ne avevo parlato anche in passato: un conto sarebbe tornare esattamente da dove siamo venuti (cosa che non sogno neppure perche' impossibile da realizzare) ed un altro e' andare in un posto nuovo, anche se piu' vicino all'Italia.
Innanzitutto non e' che abbia tutto questo entusiasmo al pensiero di ricominciare da capo: dover imparare di nuovo come funzionano scuole, sanita', banche, burocrazia...mi sono anche abituata molto bene, perche' negli Usa e' molto facile fare diverse cose pratiche (ad esempio aprire un conto corrente), mentre in molti altri paesi e' un vero dramma che non ho molta voglia di affrontare. Inoltre un trasferimento di questo tipo non risolverebbe i miei drammi della solitudine, in quanto anche se magari mi ritroverei a poche ore di aereo e non piu' 12, comunque nella vita di tutti i giorni sarei comunque da sola. E' vero che qui finora mi sono fatta pochissimi amici e magari non strettissimi, ma su questi pochi so di poter contare in caso di emergenza e ci ho passato molte serate e giornate piacevoli. Tra l'altro, visto come sono andati questi 5 anni, in cui gli ospiti si sono contati davvero sulle dita di una mano, non sono del tutto certa che essere piu' vicina si tradurrebbe in un maggior numero di visite, non necessariamente per cattiva volonta' ma anche semplicemente per il fatto che ognuno ha la sua vita da gestire. Certo, andare da Bologna a Londra per dire e' moooolto piu' fattibile che venire a Columbus, ma richiede comunque soldi, organizzazione e tempo libero. O coraggio, di cui pare che la mia famiglia sia totalmente sprovvista! Tra l'altro il senso di colpa era uno dei miei motori piu' forti al volermi avvicinare e gli ultimi avvenimenti hanno cambiato moltissimo la mia prospettiva a riguardo...
Poi, ed e' forse la cosa piu' importante, mi e' successo quello che mi dicevano tutti anche se io non ci credevo: e' arrivata Alice e tutte le mie priorita' sono cambiate! :-) Prima il fatto che i miei genitori sentissero tanto la mia mancanza e io la loro o la mia solitudine qui erano fattori fondamentali che condizionavano i miei desideri per il futuro, mentre adesso sono davvero molto meno rilevanti. Al momento quello che piu' mi preme e' poter dare alla piccoletta una istruzione di livello discreto e che comprenda almeno la lingua inglese, una buona assistenza sanitaria, una casetta con un piccolo spazio esterno, la possibilita' di comprarle quello che riterro' necessario senza dovermi angosciare per arrivare a fine mese, avere tempo da dedicarle e poco altro. Qui diverse di queste condizioni sono soddisfatte, per cui al momento sarei disposta ad andarmene solo se trovassimo un posto che ci permettesse di darle altrettanto, vicinanza o meno all'Italia. 
In realta' anche per il Tecnico e' tutto cambiato, perche' mentre prima la soddisfazione lavorativa era fondamentale e quindi era contentissimo qui nonostante passasse la vita in lab e avesse pochissime ferie, adesso gli pesa eccome. Per questo e' super motivato a trovare altro, sperando in un posto di lavoro che gli permetta di stare piu' tempo con Alice quotidianamente e di portarla al mare durante le vacanze...insomma, prima lui voleva restare e io andare...ora sono cambiate le priorita' ma invece di convergere verso un obiettivo comune continuiamo ad essere opposti, adesso lui vuole andare e io forse restare :-D
Ovviamente se il nuovo presidente ci caccia ce ne andremo, priorita' o meno...cosi' come se nessun'altro ci vuole e ce lo permettono, resteremo qui comunque! :-D

venerdì 20 gennaio 2017

Il mistero della posta scomparsa

Potrei raccontarvi di come e' andata quando ho cercato di parlare con i miei della mia rabbia...oppure di come sia stato tornare al lavoro dopo la mia luuuuuuuuuunghissima maternity leave ...ma dopo un po' di post rognosi ce ne vogliono un paio un po' piu' leggeri, quindi vi racconto un fatto spassoso.
Ritirare la posta dalla mailbox e' quasi sempre stato un mio compito, quando tornavamo insieme dal lavoro scendevo dalla macchina per farlo mentre il Tecnico parcheggiava in garage...e tale e' rimasto anche dopo che e' nata la piccoletta ed ero a casa in maternita', visto che spesso andare a controllare cosa era arrivato era la mia unica uscita del giorno!
Nelle ultima settimane invece ci e' andato quasi sempre il Tecnico.
E fin qui niente di interessante.
Con l'arrivo del 2017, abbiamo smesso di ricevere posta. 
Ogni giorno il Tecnico si fermava a controllare ma la cassetta della posta era sempre vuota, con suo grande disappunto visto che stavamo aspettando importanti notizie riguardo al visto. 
Al terzo giorno senza ricevere neppure una pubblicita' ho scritto un messaggio sulla pagina Nextdoor degli abitanti della nostra community per chiedere se anche loro avevano avuto problemi e in diversi mi hanno detto che era capitato che a volte non avessero consegnato la posta o dei pacchi si fossero persi. Anzi, il mio messaggio aveva scatenato una vera bagarre, con gente anche delle community vicine che si lamentava e inveiva contro i postini!
Al quarto giorno sono finalmente arrivate due lettere...ma non erano nostre, erano indirizzate ai nostri dirimpettai! E non era la prima volta che la posta dei vicini veniva messa da noi, negli ultimi mesi era gia' capitato 3-4 volte...Il postino stava facendo un gran casino evidentemente!! 
Il Tecnico era sempre piu' nervoso, per cui per cercare di sedarlo alla mattina del quinto giorno ho chiamato incazzata le poste per segnalare il problema. Mi hanno confermato che stavano istruendo un nuovo postino per cui poteva esserci stato qualche disguido, ma che avrebbero controllato al prossimo giro di consegne.
Alle tre del pomeriggio il Tecnico ha visto arrivare il postino e l'ho costretto ad uscire al freddo e al gelo per discutere con lui della questione. Per fortuna e' riuscito a bloccarlo un attimo prima che ripartisse e gli ha spiegato cosa era successo. Il postino ha risposto che, in seguito alla mia segnalazione del mattino, aveva appena aperto la nostra buchetta delle lettere e l'aveva trovata stra-stracolma di posta, cosa che andava avanti da giorni!! Il Tecnico ha ribattutto che era impossibile e a conferma delle sue parole gli ha aperto la nostra cassetta della posta per fargli vedere come fosse invece inesorabilmente vuota...il postino lo ha informato che quella che aveva appena aperto non era la nostra mailbox ma quella dei vicini!!
La spiegazione?
Dovete sapere che nel nostro condominio le casette delle lettere sono a gruppi di 30, per cui ad esempio davanti a casa nostra ci sono 5 paletti di metallo portanti 30 mailbox l'uno. Per una coincidenza assurda, la nostra chiave della posta apre sia la buchetta 22 del palo A (la nostra), sia la buchetta 22 del palo B (quella dei dirimpettai), per cui il Tecnico apriva random quella giusta o quella sbagliata a seconda del livello di stanchezza/stress della giornata! 
Nei mesi scorsi il piu' delle volte prendeva la nostra posta, raramente prendeva quella dei vicini, a volte neppure si accorgeva del problema perche' la trovava vuota in quanto i vicini l'avevano gia' ritirata. 
La prima settimana di gennaio e' stata quella del mio ritorno al lavoro, con stress alle stelle e poche ore di sonno, per cui il Tecnico e' andato sistematicamente ad aprire la cassetta della posta sbagliata per una settimana!! E meno male che nessuno lo ha mai visto, visto che rubare la posta e' reato federale negli Usa!!
Ancora adesso ridiamo al pensiero di quello che e' successo! :-D

martedì 17 gennaio 2017

Pessime strategie di marketing

Qualche domenica fa io, il Tecnico e littleA siamo andati all'outlet che hanno aperto da pochi mesi alle porte della citta'. E' stata una delle prime uscite in pubblico della piccoletta (se si escludono le visite dal pediatra), ma la giornata ancora calda e il fatto che comunque si trattasse di un outlet all'aperto ci hanno fatto pensare che fosse un modo soft per cominciare ad uscire un po' di piu'.
Ad un certo punto passiamo davanti ad un negozio che vende creme garantite per l'uso di sostanze naturali, senza nessun prodotto chimico...davanti alla vetrina ci sono un ragazzo e una ragazza che distribuiscono campioncini, lei me ne da' uno e io lo prendo meccanicamente. Stiamo quasi per passare oltre quando la ragazza ci richiama indietro...me lo sentivo, deve aver visto il mio sguardo alienato e capito subito che la privazione di sonno mi aveva indebolito la volonta', ero un essere inerme e incapace di oppore la resistenza che riservo a chi cerca di vendermi qualcosa a cui non sono interessata! La seguo mal volentieri nel negozio, spero che la piccola si svegli e cominci il suo solito show di urla belluine (e' un po' una drama queen), in modo da avere una scusa per andarmene, ma quella se la dorme beata nel passeggino! La commessa esordisce con l'ormai solito "You have an accent, where are you from?". Io e il Tecnico rispondiamo entrambi "Italy" e qui parte la storia sentita mille volte sul fatto che io non sembro italiana mentre lui si, perche' sono bionda, occhi verdi e pelle chiara. "You look German". Insomma, la fiera dei luoghi comuni...ma non ho voglia di partire con la mia tiritera sul fatto che non tutti gli italiani sono mori e scuri, che abbiamo avuto varie dominazioni che hanno contribuito a creare una popolazione con tratti molti vari, ecc, per cui la lascio dire e abbozzo un sorriso neutro.
Inizia poi a spalmarmi varie cose sul polso destro, mostrandomi la differenza con il sinistro ed esortando anche il Tecnico ad apprezzare la maggior morbidezza...che magari la crema sara' stata anche ottima, ma e' abbastanza ovvio che su una mano metto la crema idratante e sull'altra no, quella con la crema risulta subito piu' morbida!!
Mi guarda poi fissamente per qualche secondo e mi propone un'altro prodotto "per cancellare le macchie del sole dalla pelle"...figlia mia, io non ho macchie del sole, sono lentiggini, e mi piacciono cosi!
Mentre la mia irritazione cresceva al passare del tempo perche' volevo tornare a passeggiare e guardare le vetrine, la sempre piu' insopportabile commessa ha peggiorato via via le sue chances di vendermi qualcosa...mi ha detto ancora "you don't look Italian, you look Russian" (ci mancava solo svedese e ucraina e poi le aveva dette tutte)...poi ha cercato di convincermi che il prezzo normale delle creme era tipo 100$ l'una ma lei me le dava entrambe a 100$ solo perche' ero io...poi sono diventati 50$ perche' gli stavo proprio proprio simpatica...poi mi ha detto che avrebbe usato solo solo solo per me il suo sconto personale per abbassare ulteriormente il prezzo.
Ora, pensi davvero che sia cosi' cretina da pensare che mi stai facendo tutte queste offerte imperdibili perche' ti sono simpatica???
Infine, vedendo che non cedevo si e' giocata la carta della bimba, dicendomi che era bellissima, ecc...per poi finire in grande spolvero con "Da quanto siete sposati?". E noi "5 anni". "Ah, e come mai avete avuto figli solo ora???? Come mai avete aspettato tanto???"
Ciao bella, tieniti pure le tue creme e ripassati un po' del libro di "strategie di marketing".

giovedì 15 dicembre 2016

Rabbia

Vi avviso, questo e' un post pieno di parolacce, sconclusionato e scritto di getto.
Natale si avvicina e invece di essere pervasa di spirito natalizio mi rendo conto di essere sempre piu' incazzata. In realta' non e' neanche colpa del Natale, poveretto, piuttosto del fatto che sta per arrivare gennaio e devo tornare a lavorare. Sono giorni che, calendario alla mano, faccio tabelle su tabelle a incastro per capire come riuscire nell'impresa di non stare troppo tempo lontana dalla bimba e al tempo stesso alternarmi con il marito in modo che entrambi possiamo essere produttivi sul lavoro. Utopia. Oltre al fatto che possiamo mettercela via di riuscire a vederci e avere una conversazione normale tra noi per tutto il mese di gennaio.
Si fa, lo hanno fatto tanti altri e riusciremo anche noi. Ma non riesco proprio a non avercela a morte con la mia "cara" famiglia, che non si sogna minimamente di venirci a dare una mano. Lo so, la scelta di fare un figlio qui e' stata mia e non la rimpiango di certo, ma non avrei mai pensato che non sarebbe venuto nessuno. Davvero, nonostante me lo ripetessi e lo ripetessi a tutti, in fondo in fondo speravo che alla fine qualcuno si sarebbe degnato di presentarsi. Non e' la prima volta che scrivo un post incazzato sul fatto che i miei genitori non mi siano mai venuti a trovare, ma stavolta e' ancora peggio...in genere la mia rabbia era comunque mitigata dal senso di colpa per essere quella che era andata via, adesso non ho piu' neppure quello, solo tanto tanto nervoso e delusione.
Mi sembra di aver vissuto in una gigantesca bugia, tipo The Truman Show. Tutte quelle belle parole di cui si sono riempiti la bocca per anni e che io ho preso come oro colato, ripetendole in giro tipo "la mia famiglia e' molto unita, la famiglia e' sempre stata la priorita' per i miei genitori, i miei genitori farebbero qualunque cosa per noi figli"...stronzate, sono tutte enormi stronzate. Facile dire queste cose quando te ne stai come il Papa a Castel Sant'Angelo, chiuso a casa tua mentre i figli vengono a omaggiarti...e guai a chi sgarra e salta una domenica! Ma quando si tratta di prendere la macchina e fare 50km...o un aereo e fare 12 ore di volo...c'e' sempre una buona scusa per non farlo.
Io, che possiedo un generatore automatico di sensi di colpa sempre in funzione a pieno regime, mi sono piegata alla grande a questa logica, fin da quando mi ero trasferita a Ferrara...ogni domenica prendevo la macchina per andare a pranzo da loro, nonostante il Tecnico mi facesse capire che magari avrebbe avuto piacere di passare qualche domenica insieme o andare via nel week end. Lui, diversamente dai miei, non mi ha mai forzato, ma dopo un anno qui mi ha confessato che solo una volta trasferiti a Columbus ha sentito che eravamo diventati una vera famiglia, perche' finche' eravamo in Italia la mia famiglia continuava ad essere quella di origine. Me ne accorgevo pure io, ma pensavo fosse giusto, loro si che mi amavano al 100%, loro si che volevano sempre avermi vicino, mica come lui che poteva stare benissimo senza di me, senza cercare di trattenermi...chiaro segno di non-amore, no? Che stupida sono stata. Gli ho permesso di farmi sentire di merda perche' ero andata via di casa a "soli" 24 anni e facevo di tutto per farmi perdonare.
Figurati quando poi sono venuta qui, quanto avevo da farmi perdonare!
E quindi chiamate skype giornaliere anche se voleva dire fare brutta figura con il capo o organizzare il week end in modo da poter essere a casa in tempo...voli aerei per l'Italia almeno annuali se non semestrali, nonostante il fatto che il Tecnico non sempre potesse venire e poi non restassero giorni di vacanza da fare insieme. E guai ad uscire troppo con gli amici o addirittura andare al mare con il Tecnico quando ero in Italia...resti cosi' poco e ti permetti pure di lasciarci per una cosa stupida come stare al mare (che adoro)??
Ho sempre accettato le loro scuse al non venire qui...i costi di voli, i problemi di salute, la nonna da accudire, papa' che non poteva perdere tempo con il lavoro...e sono sempre andata io, nonostante le poche ferie, nonostante i costi dei voli, nonostante l'ansia che a volte mi rendeva un vero incubo prendere un aereo, nonostante certe crisi con il Tecnico che andare via in quel momento era davvero un rischio enorme per la nostra coppia. Lo facevo perche' dovevo espiare il grande affronto fatto alla mia meravigliosa famiglia.
Solo ora capisco che non ho fatto niente di male nel decidere di venire qui e che se gli mancavo cosi' tanto potevano venire pure loro. Mi sembra che i ruoli qui siano ribaltati, invece di essere una figlia incontentabile, ho dei genitori che non fanno altro che chiedere chiedere chiedere, senza dare nulla in cambio. Oppure offrendo in cambio dei soldi, che puo' funzionare con mia sorella ma non e' quello che interessa a me.
Non ho mai affrontato con loro la questione in modo cosi' diretto come sto facendo ora sul blog, per paura di offendere o dare un dispiacere, per non far piangere mia mamma o far incazzare mio papa', che finirebbe con il voltarmi le spalle al pc come fa ogni volta che lo contesto. A loro pero' delle mie lacrime ogni volta che qualcuno ha la famiglia qui o riceve un regalino da casa non importa niente...cosi' come la totale mancanza di tatto con cui mi tratta mio papa'. Devo camminare sulle uova per non urtarlo, pero' lui puo' trattarmi di merda. "Eh ma tuo papa' e' fatto cosi, lui scherza." Quando mi dice che sono grassa o che mia figlia non prende il latte da me perche' non so fare o che spera che non dorma perche' devo fare almeno un po' di fatica, lui scherza?
Anche questa cosa del "e' fatto cosi", che ho sempre sentito dire fin da piccola e che ho fatto mia come verita' assoluta, ma che stronzata e'?
Mio papa' offende chiunque, ma e' il suo modo di scherzare.
Mia sorella mi ignora o se puo' mi attacca, non mi chiede mai come sto ne' come sta la bambina, ma e' tutto normale, noi siamo la famiglia del Mulino Bianco e non sono ammesse contestazioni. E' il suo modo di scherzare o comunque e' una persona poco affettuosa, non ce l'ha con me..ed e' tanto impegnata, per quello non la sento mai.
Io mando regali per Natale, fiori e sorprese per i compleanni...loro no, perche' sono fatti cosi, non sono bravi a fare i regali.
Oh, la gente puo' anche evolvere eh? Certo, chi nasce tondo non muore quadrato, ma ci sono mille possibili sfumature! E le cose si imparano porca miseria, si smussano gli spigoli e ci si viene incontro. Forse se qualcuno avesse detto a mio padre che il suo modo di scherzare e' offensivo o a mia sorella che e' una stronza anaffettiva, chissa' magari qualcosa sarebbe cambiato!
Anche questa cosa dei regali...possibile che a nessuno della mia famiglia sia venuto in mente di comprare una cazzo di tutina e infilarla in un pacco da mandare qui??
C'e' stata la storia dei vestiti dei nipoti, quella che mia sorella voleva buttare e che io avevo chiesto di mandare qui, almeno qualcuno, giusto per una cosa affettiva. Ci hanno messo da luglio a novembre a mandarmeli, e solo perche' all'ennesima volta in cui mia mamma mi diceva "non so come mai tua sorella non spedisca il pacco, ormai alla bimba non andranno neppure bene, ti mandero' i soldi per comprarle delle cose nuove" ho sbottato e detto che non avevo bisogno di soldi ma speravo in un gesto di tenerezza. Il pacco e' arrivato e non conteneva neppure un piccolo regalo per Alice. Oh, ripeto, non e' che ho bisogno che qualcuno compri qualcosa a mia figlia, i soldi per farlo li ho e i vestiti qui costano niente...ma possibile che a nessuno di loro sia venuta voglia di farle un pensierino? Quando e' nata mia nipote compravo una tutina a settimana dalla gioia che mi dava...
Sono arrabbiata, tanto, e non so davvero se riusciro' a perdonarli stavolta.
La delusione e' enorme, perche' a tutte quelle belle parole sulla famiglia perfetta ci avevo creduto. Invece si sono rivelati mille volte migliori i genitori del Tecnico, che litigano e si mandano a cagare, che hanno fatto un sacco di errori con il figlio e non sono stati molto bravi ad amarlo, che spesso non si fanno sentire per settimane e dimenticano eventi e visite mediche fondamentali...pero' appena e' nata la bimba hanno mandato una serie di piccoli regalini, molti fatti a mano, e a febbraio saranno qui a darci una mano.

domenica 11 dicembre 2016

Scene da un manicomio

Scena 1(A):
Ore 3 del pomeriggio. 
La piccola tiranna dorme profondamente nella culla. Finalmente posso pranzare! Mi dirigo a passi felpatissimi in cucina, cosi' felpati che la Pantera Rosa e' una dilettante al confronto. Apro il frigo alla ricerca di qualcosa da mangiare che sia pronto o velocissimo da preparare...prendo formaggio e salame e li schiaffo in un panino che avevo messo a scongelare al mattino, e' ancora freddo ma non mi posso permettere di rovinare tutto con il bip bip del microonde. Prendo il panino con due mani, ho una fame da morire...lo avvicino alla bocca spalancata e all'improvviso....UAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Si e' svegliata!!!

Variante (B):
Uguale fino all'assemblaggio del panino...lo addento, arrivo quasi a meta' e ormai sicura di me, abbasso la guardia e con noncuranza apro il succo d'arancia con una mano...il tappo di plastica cade per terra facendo un rumore che nel silenzio assoluto della casa sembra una bomba...UAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Si e' svegliata!!!


Scena 2(A):
Ore 3 di mattina.
Latte. Ruttino. Si addormenta sulla mia pancia. Aspetto che russi per essere certa che sia addormentata profondamente e la deposito nella culla con un movimento cosi' lento da metterci 10 minuti. Continua a dormire! Striscio sul letto, mi copro, chiudo gli occhi beata. Tempo 5 minuti e dalla culla cominciano a provenire dei grugniti. Poi dei versolini. Vedo che inizia a muoversi tutta la struttura di legno. Parte un MEEEE inquisitorio (com'e' che prima ero sul caldo e morbido in tua compagnia e ora sono sul duro e da sola?). Pausa. Speranza (mia). Un secondo MEEEEEEEE, piu' lungo e piu' forte (dove siete finiti?? Lo so che siete li'). Il Tecnico sta per alzarsi, lo convinco ad aspettare "Tecnico, play dead, facciamo finta di non esserci". Il terzo MEEEEEEEE e' isterico e preannuncia l'Apocalisse (come vi permettete di lasciarmi qui a piangere???). E' seguito dal pianto della disperazione (della piccola e mio).

Variante (B):
Mezzanotte. 
Tutto uguale fino a me che chiudo gli occhi beata, e' anche prima del solito e mi pregusto una bella dormita. Il Tecnico si gira, vuole mettere il tablet sul comodino ma sbaglia la mira...il tablet cade sul parquet...il rumore rimbomba nella stanza, seguito da un pianto disperato (della piccola e mio).

Variante (C).
Ore 6 di mattina. 
Notte insonne.
Latte. Ruttino. Si addormenta sulla mia pancia. Aspetto almeno mezz'ora per essere certa che sia nel mondo dei sogni, e' esausta anche lei e sembra davvero in coma profondo. Mi muovo lentissssssssimamente: passo da semisdraiata a seduta-pausa-mi alzo in piedi-pausa con lento cullare-mi avvicino alla culla-pausa-la deposito con tutta la delicatezza del mondo-pausa-faccio scivolare lentamente le braccia per togliere da sotto il suo corpo. Sembra che abbia funzionato, passa una frazione di secondo in cui mi illudo che dormira' per almeno qualche ora (e io con lei)...poi il dramma: un braccino le cade di lato, si spaventa, occhi spalancati seguiti da un pianto disperato (della piccola e mio).


Ecco, giusto nel caso vi steste chiedendo dove fossi sparita! :-D

martedì 22 novembre 2016

Giving thanks

Giovedi' si festeggia il giorno del Ringraziamento. 
Ho tante ragioni per ringraziare quest'anno...solo per citarne qualcuna: l'aver avuto la possibilita' di saldare il mutuo sulla casa, mia nonna che a 92 anni e' sopravvissuta ad una operazione che avrebbe ucciso gente molto piu' giovane di lei, mio papa' che continua ad essere cancer-free, un aumento di stipendio per me e il Tecnico, la primavera in Italia, i tanti piccoli viaggi fatti nel corso dell'anno...e, ovviamente, una meravigliosa gravidanza che ha portato nel mondo la piccoletta che adesso mi russa sulla pancia con la bocca aperta! :-D E non c'e' regalo piu' grande, soprattutto quando lo si e' desiderato cosi' tanto!
Come vedete le ragioni per essere felice sono tante e sono anche certa di essermene dimenticata qualcuna...sono davvero tanto riconoscente, non fraintendetemi...ma come ogni anno fatico a non lasciarmi prendere dalla malinconia per il Thanksgiving. 
La ragione e' molto semplice: questa festa, cosi' come il Natale, e' tradizionalmente dedicata allo stare insieme e alle riunioni famigliari, alle tavole imbandite e affollate, al calore e alle voci che si sovrappongono...e invece  saremo solo noi tre, che e' sempre meglio del "noi due" dell'anno scorso, ma e' ancora troppo poco per me. Vorrei una casa piena di gente, vorrei avere vicino la mia famiglia e gli amici piu' cari.
La solitudine, questo sentimento che e' ormai la cifra costante del mio espatrio, paradossalmente e' ancora piu' forte e intensa adesso che proprio sola non lo sono mai (a parte i rari momenti in cui la piccola teppista dorme e riesco a sgattaiolare in bagno). 
Ho la fortuna di poter stare a casa 12 settimane, come ho scritto qui in Usa c'e' chi ha solo 6-8 settimane, e anche di questo sono grata, ma e' innegabile quanto mi senta solissima qui a casa.  
Siamo io e lei, lei e io, tutto il giorno. 
Latte-ruttino-pannolino-nanna and repeat. 
Saluto il Tecnico alle 8 di mattina, poi, a parte quando parlo con i miei su Skype verso le 2, non interagisco a voce con esseri umani sopra i due mesi fino alle 7 di sera. Spesso il Tecnico quando torna e' esausto dalla precedente notte insonne di coliche o capricci, per cui dorme un paio di ore...e finisce la giornata.
Le mie amiche qui lavorano tutte. 
Anche quelle che nei precedenti mesi hanno partorito, sono gia' tornate in laboratorio. 
La mia amica che ha avuto la sua bimba due settimane fa, ha qui i genitori (beata lei). 
Ci sarebbero i gruppi di mamme della zona, ci sarebbe yoga con i neonati o le varie iniziative delle biblioteche o dei negozi per bimbi...ma fa freddo e non me la sento ancora di portarla fuori con le temperature sotto zero, senza contare il fatto che abbiamo una macchina in due e mandare il Tecnico al lavoro in bus aumenterebbe di quasi 2 ore il tempo che sta fuori casa.
La settimana scorsa una delle amiche era in ferie ed e' venuta qui un paio di ore al pomeriggio per due giorni. Un po' di chiacchere, qualche risata, parlare di qualcosa che non fossero coliche e scioperi della cacca, qualcuno che teneva la piccoletta mentre mi preparavo il pranzo....Mi sentivo rinata!
E' innegabile, io sola ci sto proprio male. E meno male che esistono le chat e whatsapp, altrimenti non so come sarei sopravvissuta!